Lost Bob Blog (TG&OS)

Maggio 22, 2007

Ubuntu guida ad una installazione (in)consapevole – Parte1 (Partizionamento)

L’installazione di Ubuntu è un gioco da ragazzi oramai, come difficoltà e tempi è molto meglio di qualunque versione di windows.

Non ha senso scrivere una guida , la rete ne è piena e sono di ottima fattura.

Qui cercherò di dare qualche consiglio basato su esperienze personali per una installazione migliore e quelle guide sparse per la rete che permettono di ottenere di più da un sistema operativo già ottimo.

Create una partizione home!

Uno dei grossi vantaggi della gestione delle partizioni ambiente linux è di dividere il proprio disco in partizioni legate ad un preciso utilizzo: ad esempio per i file di configurazione (/etc) , per lo swap , per i dati degli utenti (/home). Qui una spiegazione tecnica.

Questo permette di effettuare backup più mirati, aumentare la sicurezza del sistema (montando la partizione etc in sola lettura) ed aiuta ad evitare blocchi macchina (montando /var in una partizione separata si evita che un log impazzito blocchi il sistema riempendo la partizione / ).

Un altro vantaggio è che per ogni partizione si può scegliere quale file system utilizzare , quindi in una partizione che contiene molti file piccoli conviene utilizzare reiserfs mentre in una partizione che contiene file di dimensioni elevate conviene utilizzare Xfs o Jfs.

In un utilizzo domestico va più che bene il collaudato ext3 .

Lo schema di partizionamento di default di ubuntu è di 2 partizioni quella principale (/) e la partizione di swap.

Se avete spazio su disco il mio consiglio è di utilizzare 3 partizioni : una di root (/) , una per la home degli utenti (/home) ed una di swap. Questa semplice suddivisione permette di reinstallare il sistema operativo (caso molto raro con linux) oppure passare ad un altra distribuzione , stando attenti a non formattare la partizione home , mantenendo i propri dati.

Per questo tipo di partizionamento bisogna scegliere il tipo di partizionamento manuale. A quel punto vanno create tre partizioni nello spazio non utilizzato del disco (per la gestione delle partizioni si può utilizzare gparted ). La prima partizione andrà formattata come ext3 e dovrà avere come mountpoint “/” , la seconda sarà la partizione di swap e la terza sarà formattata in ext3 e avrà come mountpoint “/home”.

E le dimensioni? Quelle vanno valutate in base allo spazio disponibile:

  • Per la partizione di swap: la regola parla del doppio della ram. Quindi se avete 1 giga di ram lo swap dovrebbe essere di 2 giga. Visto che Linux non è avido di swap io consiglio di stare tra 1 e 2 giga.
  • Per la partizione / : essendo la partizione principale dovrà essere almeno di 10 giga , anche a seconda di quanti pacchetti si avrà intenzione di installare. Io ho usato 20 giga per stare tranquillo , ma 10 giga sono pienamente sufficienti.
  • Per la partizione /home : qui verranno memorizzati tutti i dati degli utenti (foto, musica , documenti ecc.) quindi varia in base all’ utilizzo che si dovrà fare della postazione. Tenetevi almeno una ventina di giga.

Se per caso intasate la vostra cartella personale con foto di Pamela Anderson o di qualche altra esponente delle filosofia TG, il vostro sistema non si bloccherà e vi basterà cancellare i dati in eccesso per risolvere i vostri problemi.

Nel mio caso ho preso un disco da 250 giga (il cui prezzo al 22/05/2007 si aggira sui 70/75 euro) e ho partizionato così:

  • partizione “/” in ext3 da 20 giga (utilizzata al 10%)
  • partizione swap da 2 giga , avendo 2 giga di ram non l’ho mai vista utilizzata.
  • partizione “/home” da 200 giga , dove ho spazio a sufficienza.

Il mio consiglio è di prendere un disco a parte dove installare Ubuntu , in modo da potere “giocare” con le partizioni senza rischiare di perdere dati ridimensionando le partizioni esistenti.

Note:

- Prima di reinstallare il sistema fate sempre un backup dei dati , questo anche nel caso di cambio distribuzione.

Nel caso di cambio distro o reinstallazione è possibile che manchino le autorizzazioni alla cartella home , a causa del cambio del uid dell’utente che è un identificativo univoco per quell’utente nel sistema (es. l’utente bob può avere un uid uguale a 1000 , nel caso di installazione di una altra distribuzione lo stesso utente può avere un uid uguale a 1001 , per esempio perchè creato per secondo) bisogna cambiare il proprietario della cartella /home/utente. Nel caso dell’ utente bob ad esempio bisogna lanciare il comando “sudo chown -R bob:bob /home/bob ” il quale assegnerà alla cartella /home/bob e a tutti i sui file e cartelle (opzione -R) come proprietari l’utente bob ed il gruppo bob (molte distribuzioni creano un gruppo uguale al nome utente).


6 Commenti »

  1. e la grandezza per le partizioni etc o var nel caso si volessero creare?
    e il filesistem andrebbe bene di tipo reiserfs?

    Comment di wladipedia — Ottobre 26, 2007 @ 5:36 pm | Replica

  2. Considera che la /etc contiene i file di configurazione quindi non dovrebbe occupare tanto , per la /var dipende invece dall’utilizzo che fai della macchina , ad esempio mysql mantiene i database nella /var. Per un uso domestico è sufficiente secondo me utilizzare solo una /home separata.
    Se vuoi dividere tutte le partizioni ti consiglio di usare Lvm che ti permette di creare delle partizioni logiche che potrai quindi aumentare di dimensione a piacere , io lo utilizzo su Gentoo.
    Per il file system va anche bene reiserfs specialmente se devi gestire molti file di piccole dimensioni , il vantaggio di reiserfs rispetto a ext3 l’ho visto anche con l’uso di Lvm , visto che reiserfs supporta il ridimensionamento della partizione “a caldo” senza fare una piega. Purtroppo Hans Reiser il mantainer del file system ha qualche problema legale e quindi non si sa molto sul destino di questo file system.

    Comment di lostbob — Ottobre 27, 2007 @ 12:39 pm | Replica

  3. Installare ubuntu sembra facile. Disinstallarlo insieme ad xp non è così facile. Questo è il problema, soprattutto quando il laptop non riconosce il cd di di pristino. Come fare?

    Comment di mauro — Febbraio 14, 2008 @ 4:32 pm | Replica

  4. In che senso il laptop non riconosce il cd di ripristino?
    Nel caso devi ripulire il tutto puoi rimuovere e/o gestire le partizioni dal livecd di Ubuntu tramite gparted, per rimuovere grub lo puoi fare prima di rimuovere le partizioni oppure basta fare il boot con il cd di winxp e da console di ripristino (se ben ricordo devi premere F10) dare un fixmbr

    Comment di lostbob — Febbraio 15, 2008 @ 8:05 pm | Replica

  5. Se avete spazio su disco il mio consiglio è di utilizzare 3 partizioni : una di root (/) , una per la home degli utenti (/home) ed una di swap. Questa semplice suddivisione permette di reinstallare il sistema operativo (caso molto RARO con linux) oppure passare ad un altra distribuzione , stando attenti a non formattare la partizione home , mantenendo i propri dati.

    Molto Raro?!!!!!! Tsk!!!!!!!

    Comment di alex — Dicembre 22, 2008 @ 6:34 pm | Replica

  6. @Alex
    Spiegati meglio. Guarda che il formatta e reinstalla è la soluzione per il mondo dei clicador, con Linux molti problemi si riescono a risolvere senza bisogno di reinstallare il sistema operativo, ovviamente se lanci un rm -rf / regolarmente allora il problema non il s.o. ma l’utente.

    Comment di lostbob — Dicembre 23, 2008 @ 7:07 am | Replica


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