Lost Bob Blog (TG&OS)

Dicembre 20, 2007

Nell’It profondo nessuno può sentirti urlare – Parte 4

Archiviato in: IT profondo — lostbob @ 8:08 pm

Le involuzioni

Ogni specie tende ad evolversi e quindi a migliorare, la razza umana però riesce anche ad involvere.

Tutto questo si riflette anche negli addetti It. L’involuzione più frequente è quella della trasformazione in:

Addetto It legacy

La wikipedia dice:

Il sistema legacy è un sistema informatico esistente o un’applicazione che continua ad essere usata poiché l’utente (tipicamente un’organizzazione) non vuole o non può rimpiazzarla.

Le ragioni che inducono a mantenere sistemi legacy sono soprattutto dovute ai costi sostenuti per la loro implementazione e ai costi da sostenere per la migrazione a nuovi sistemi. Molte persone usano questo termine per riferirsi a sistemi “antiquati”.

Con questo termine si indicano quindi i sistemi IT che utilizzano tecnologie meno recenti e per questo motivo sono molto difficili da interfacciare con i sistemi più recenti. Per tale interfacciamento si può ricorrere a sistemi middleware ma il costoso utilizzo di questi ultimi spesso decreta la sostituzione del legacy con tecnologie odierne.

Che per l’addetto legacy diventa:

L’utente legacy è un addetto informatico esistente che continua ad essere usato poiché l’utente (tipicamente un’organizzazione) non vuole o non può rimpiazzarla.

Le ragioni che inducono a mantenere addetti legacy sono soprattutto dovute ai costi sostenuti per la loro assunzione e ai costi da sostenere per l’ assunzione di nuovi addetti, lo “smaltimento” di quelli esistenti e la mancata diffusione della conoscenza del sistema che appartiene al solo addetto legacy. Molte persone usano questo termine per riferirsi ad addetti “antiquati”.

Con questo termine si indicano quindi gli addetti IT che utilizzano tecnologie meno recenti e per questo motivo sono molto difficili da interfacciare con i sistemi più recenti. Per tale interfacciamento si può ricorrere a corsi forzati ma il l’inutilità di questi ultimi a causa dell’ottusità dell’addetto spesso decreta la sostituzione del legacy con addetti moderni.

L’addetto It legacy è la zavorra che blocca ogni evoluzione informatica di un azienda, specialmente quando questo gode di posizione elevata o riesce ad influenzare le decisioni dei suoi superiori o ancora peggio gode di stima da parte dell’azienda.

Questa figura di norma si concretizza quando l’età dell’addetto è molto vicina alla pensione, ma nei casi peggiori e più dannosi si manifesta anche in età “precoce”.

Il legacy non solo si rifiuta di conoscere nuove tecnologie o l’evoluzione di quelle che sta già utilizzando, ma si adopera anche perché questo non avvenga, cercando in ogni modo subdolo di boicottare in ogni modo per salvaguardare la sua posizione conquistata.

Il problema del legacy è che ha semplicemente sbagliato lavoro, l’informatica è in costante evoluzione e quindi è necessario essere aggiornati e curiosi; sia per passione personale che per semplice spirito di sopravvivenza.

Il sotuttoio

Questa involuzione dell’addetto It colpisce prevalentemente i sistemisti, specialmente quelli che lavorano in ambito windows, ma può colpire tutte le figure It.

Chi è colpito da questa involuzione si crede onnisciente nel suo settore specifico, ma nei casi più gravi anche in tutto quello che riguarda il mondo dell’informatica.

La presunta onniscienza non deriva nemmeno da un frenetica attività conoscitiva, ma semplicemente dalla convinzione di possedere la conoscenza innata.

Questa illusione porta il losco figuro a dare i peggiori consigli agli utenti specialmente per quello che riguarda l’informatica domestica, oppure a portare avanti scelte sbagliate o commettere errori madornali solo perché non vuole ascoltare un suo collega, un consulente (non voluto da lui ovviamente) o semplicemente quello che viene pubblicato su riviste, libri o web; solo lui ha la conoscenza, lui è l’eletto.

L’integralista terrorista

L’integralista terrorista ha sposato molto tempo fa una tecnologia (sistema operativo , produttore hardware o linguaggio di programmazione). La sua visione si è fermata li, il suo lavoro è li ed anche la sua vita è li.

La sua difesa della “religione” è estenuante e combattuta giorno per giorno ed ogni suo sforzo è finalizzato a creare un clima di paura contro le altre “religioni”. Il suo scopo è di produrre una cortina di terrore denigrando la qualità delle altre soluzioni ipotizzando scenari apocalittici nel caso di utilizzo dell’altra tecnologia. Nella ipotesi che questo non sia bastato tenderà a boicottare in maniera subdola ogni tentativo di cambiamento creando più ostacoli possibile ed evitando ogni forma collaborazione che possa agevolare realmente il suo “nemico”.

La leggenda racconta di persone che per salvaguardare la loro fede si siano gettati in sala macchine urlando per staccare tutte le spine dai server per evitare l’onta della sconfitta gridando “La palla è mia e ci gioco io”.

Nota: Fatti , persone o opere sono frutto della mia , malata, fantasia e non rispecchiano per nulla per la realtà.

<– La puntata precedente

Dicembre 18, 2007

Uscito Topolinux 11

Archiviato in: Linux — lostbob @ 8:31 pm

E’ uscito il numero 11 di Topolinux .

Tra gli argomenti:

  • Installazione di Tomcat 5.5
  • Recensione di Kde 4 beta 1
  • Terza ed ultima parte sul Denial of Service (le puntate precedenti erano nei numeri 7 e 8 )
  • Accedere ai dati di un sistema che non si avvia

… e tanto altro.

Come sempre vi consiglio di dare un’occhiata a questa bella ezine.

Dicembre 17, 2007

L’ involuzione dei supporti audio

Archiviato in: Musica — lostbob @ 8:59 pm

Piccola riflessione sull’evoluzione/involuzione dei supporti audio.

Come qualcuno ha notato sono passato anche al vinile e sebbene all’ inzio fossi scettico su questa scelta non mi posso che dire soddisfatto. L’altro giorno riflettevo su come sono cambiati i supporti audio e sono giunto alla conclusione che si è sacrificata la qualità musicale a fronte della comodità del trasporto.

Il vinile

Questo supporto ha fatto la storia e ultimamente gode di un rinnovato interesse, pensare che i vinile si trovano anche al Mediaworld.

La qualità del vinile è indiscutibile, anche se necessià di un impianto a norma , ossia ben tarato, di una certa dose di manutenzione e di una grande attenzione nel maneggiarlo e nel custodirlo.

La resa del vinile , specialmente su impianti di qualità (con attenzione per l’accoppiata giradischi e puntina) , è di altissimo livello e ripaga delle fatiche e dei soldi spesi.

A fronte di questa qualità si registra una portabilità e comodità bassa. Il vinile deve stare lontano dalla polvere , fonti di calore ed essere tenuto verticale per evitare il fenomeno della “patatizzazione” ossia il vinile assume la forma di una patatina chips.

Il vinile tende ad usurarsi con l’utilizzo, anche se questo è proporzionale alla cura con cui viene maneggiato ed alla qualità della testina che viene utilizzata (fondamentale il peso di lettura, ad esempio quella che uso attualmente ha un peso consigliato di 1,8 grammi , le testine scadenti usano dai 3 a 6 grammi).

Il vinile inoltre ha un fattore di trasportabilità molto basso.

L’audiocassetta

L’audiocassetta ha sacrificato la qualità sonora a fronte di un ottima portabilità (per i tempi) e di alcune facilitazioni come il rewind e l’autoreverse.

Di contro è soggetta ad usura ed è sensibile ai campi magnetici, ha fatto la storia anche per la sua facile duplicazione e per le doti di trasporto (vedere i walkman).

Il cd

Sebbene presentato come la panacea di tutti i difetti del vinile e delle cassette e cercando di fare presa, specialmente agli inizi, sugli audiofili come resa audio non riesce a raggiungere il vinile.

Di contro il cd è meno soggetto all’usura, ma non è eterno sebbene venga detto il contrario, ma è soggetto a fenomeni di ossidazione e degrado specialmente se mal manipolato (le ditate sono deleterie ad esempio).

Il vantaggio è che nella fase di lettura non c’è nessun contatto tra il supporto ed il lettore, questo porta ad una maggiore usura da utilizzo praticamente inesistente, inoltre utilizzando una memorizzazione di tipo digitale può utilizzare meccanismi di correzione di errore per sopperire a graffi o polvere sulla superficie (oltre ai ridicoli meccanismi anticopia inseriti).

La comodità di selezionare le canzoni e di saltare tra un brano e l’altro hanno giustificato molti artisti a riempire di schifezze i loro album tanto la gente può saltare quello che piace.

La sua qualità sonora è superiore alla cassetta , la sua portabilità è buona , ma secondo me inferiore a quella della cassetta in quanto la riproduzione tende a saltare se soggetta a vibrazioni (quindi non è l’ideale per il jogging … non che io ne faccia ;-) ).

Mp3 e derivati

L’Mp3 e gli altri formati di compressione audio (Ogg, Aac ecc. ) sacrificano la qualità sonora a fronte di un grande fattore di portabilità. L’uso di memorie solide permette di immagazzinare una vastissima quantità di musica in poco spazio eliminando inoltre qualsiasi parte meccanica in movimento.

Conclusioni

Quello che vedo è nell’evoluzione/involuzione dei supporti è il costante sacrificio della qualità del suono a fronte della portabilità e negli ultimi anni anche nella tutela (perpetrata in modo ihmo suicida dalle major) della proprietà intellettuale.

Per quanto ci vogliano fare credere che il vinile sia vecchio , in realtà ad oggi è il supporto che fornisce la migliore qualità , l’analogico per ora rimane la soluzione migliore per chi cerca un coinvolgimento sonoro ad alto livello.

I nuovi formati sebbene portino con se una maggiore comodità non riescono a fornire le stesse prestazioni dell’analogico, tolte ovviamente le cassette che considero in ambito hi-fi come un incidente di percorso.

Non penso che si assisterà ad un nuovo formato che tenda ad eguagliare la resa del vinile, visto che ormai la cultura musicale , ma più che altro la ricerca di un migliore coinvolgimento sonoro (la cosiddetta alta fedeltà) sono ormai un fenomeno di nicchia. La stessa ricerca che si è avuta con le macchine fotografiche digitali nell’intenzione di eguagliare e di superare la pellicola, non ci sarà visto che per l’audio alla massa va bene così. La maggior parte degli ascoltatori si accontentano dell’ultimo cd da classifica registrato con campioni di scarsa qualità e senza un minimo criterio, sono le stesse persone che dicono che l’emmepitre si sente meglio del cd oppure che valutano la qualità dell’impianto dalla quantità dei watt o da quanto “pompa”.

Nell’It profondo nessuno può sentirti urlare – Parte 3

Archiviato in: IT profondo — lostbob @ 7:45 pm

Gli utenti

L’ utonto

L’ utonto è l’ ultimo stadio involutivo tra la scimmia e l’ameba. Non è capace dopo anni ad usare il proprio strumento di lavoro ed inoltre tende a dimenticare persino come svolgere la propria mansione. L’ utonto soffre di una forma aggravata di quella malattia che colpisce il 99,9 % della popolazione ossia l’ incapacità di leggere quello che è scritto sul monitor. Davanti ad una serie di opzioni come “Immetti” , “Annulla” , “Modifica” è capace di chiedere come fare ad immettere o a cancellare, alla risposta che indica che è scritto sul video e dopo averlo guidato come un bambino, dice di non averlo visto; la stessa domanda verrà riproposta ciclicamente.

L’ utente invidioso

L’utente invidioso è diventato tale a causa di una probabile scoperta dei trucchi degli addetti IT , oppure perché non si capacita di determinati vantaggi degli addetti IT (come monitor migliori o computer più potenti), persino di quelli che sono evidentemente dovuti alla differenza tra i ruoli e le attività.

Se ad esempio state leggendo un manuale oppure una pagina web inerente al vostro lavoro l’utente invidioso vedrà questa vostra attività come una perdita di tempo (in gergo tecnico “cazzeggio”) , questo tipo di risentimento è presente anche nella figura dell’ addetto IT legacy.

L’ utente informatico

Ci sono utenti che credono di avere capito benissimo il vostro lavoro e quindi si prodigano nel darvi consigli , ovviamente senza senso , sul vostro lavoro. Ad esempio per risolvere un problema in un programma vi consigliano di fare una query sql ( Delete from db_utenti where id=mettere l’utente).

L’ utente terrorista

L’ utente terrorista è capace di scovare i bachi più nascosti nei programmi che ovviamente sono anche quelli che provocano i danni peggiori specialmente sulla lunga distanza. Questa figura di utente è anche capace di incasinare i dati utilizzando tecniche sconosciute ed assolutamente irriproducibili. In seguito al danno che tende a negare , fino allo prova dei giornali del database di cui comunque non riconosce l’ autorità, si è totalmente scordato di come ci sia riuscito e di cosa abbia fatto costringendo il programmatore ad una estenuante attività di debug.

Nota: Fatti , persone o opere sono frutto della mia , malata, fantasia e non rispecchiano per nulla per la realtà.

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Dicembre 14, 2007

Nell’It profondo nessuno può sentirti urlare – Parte 2

Archiviato in: IT profondo — lostbob @ 9:24 pm

Gli attori

Ecco una serie di figure nella loro rappresentazione negativa, presenti nella vita di un addetto IT.

Gli Addetti IT

Il sysadmin

Questa figura è molto simile alla classica portinaia, si sente padrone di un qualcosa che in realtà non è di sua proprietà.

Il suo scopo non è di gestire un certo numero di macchine , ma è quello di controllare quello che l’utente può e non può fare. La sua principale preoccupazione non è quella di far funzionare bene il tutto, la sua priorità’ principale è quella di impedire che l’utente non possa modificare il suo desktop, navigare, mandare mail e tante altre attività che il sysadmin non solo compie , ma sbandiera ai 4 venti per dimostrare che lui ha in mano il “potere”.

Questo suo “potere” crea attorno a lui una folta schiera di ammiratori , prendete come parallelo gli uomini primitivi davanti all’unico depositario del segreto del fuoco, che per ottenere le sue concessioni si macchiano di terribili atti di prostrazione.

Questo crea situazioni in cui l’impiegato che deve fare solo data entry ha pieno accesso alla grande rete, mentre il programmatore trova una serie di ostacoli assurdi che lo portano a ripescare quel vecchio manuale oramai ingiallito oppure rinunciare alla “conoscenza” che è accessibile solo grazie alla benevolenza del sysadmin.

Quindi mentre tu sarai costretto ad usare la cache di google per vedere quel sito bloccato che spiega le ultime novità di un linguaggio, lui si stara’ prenotando il viaggio online.

Domanda : Chi controlla i controllori?

Il sistemista windows-centrico

Il sistemista è la figura chiave nell’installazione , configurazione e a volte acquisto della strumentazione informatica.

Un sistemista windows di bassa lega, detto anche clicador, svolge il 90% della propria attività in questo ciclo:

  1. Spegni e riaccendi
  2. Click Avanti
  3. Click Avanti
  4. Click Accetta
  5. Click Avanti
  6. Formatta e reinstalla
  7. Goto 1

Per l’utente medio è un guru , per altri è un santone , mentre per chi ci capisce qualcosa è come il mago Do Nascimento.

Spesso questa persona non è al corrente delle ultime novità in campo hardware e basa tutta la sua conoscenza su quello che legge sulle pubblicità microsoft o su quello che si sentono proporre dai consulenti.

La degenerazione mentale porta alla figura estrema dei sistemisti-terroristi, la cui figura si confonde con quella mitologica del Re Mida con la sostanziale differenza che tutto quello che toccano diventa merda.

Il programmatore

Il programmatore è la figura più subdola di tutti , perché mentre quasi tutti hanno un pc a casa e quindi se sono svegli possono scoprire i trucchi del sistemista-clicador, nessuno può capire cosa fa realmente il programmatore.

Grazie a ciò questo losco figuro può fare apparire le cose facili come difficili (impiegando quindi un tempo sproporzionato per eseguire compiti semplici) ed impossibili le cose di difficoltà medio alta se quel giorno si sente svogliato.

Il programmatore tende anche a trovare soluzioni complesse per risolvere problemi semplici, facendo un parallelo ad esempio è capace di smontare la televisione poiché non funziona , solo per scoprire che la spina era staccata.

In realtà il programmatore evita di toccare qualunque cosa che abbia una consistenza fisica adducendo la scusa che è “un problema sistemistico”.

Sono sempre divertenti gli scambi tra i programmatori ed i sistemisti nell’intento di scaricarsi le colpe uno con l’altro, quando la reale colpa di entrambi è solo quella di non avere comunicato.

Il programmatore tende a trasformarsi con il sopravanzare dell’età ed a volte ancora prima, nella figura del programmatore legacy , rimanendo legato alle tradizioni ed usanze con le quali è cresciuto e quindi considerando un offesa personale tutto ciò che può essere “nuovo” visto che questa “novità” lo obbligherà a risvegliare la mente assopita dai troppi copia ed incolla tra i sorgenti.

Il responsabile

La figura dell (ir)repsonabile è quella che si occupa di interfacciare la bassa manovalanza con la dirigenza e gli utenti , specialmente se di alto rango.

Come in un simpatico gioco del telefono senza fili le informazioni arrivano dall’esterno alla bassa manovalanza con il contagocce per non permettere ai “paria” di avere troppe informazioni e molto spesso vengono sconvolte e stravolte nel loro significato.

L’(ir)responsabile ovviamente tende a prendere su di se i meriti usando il singolare in ogni cosa (ho fatto … , ho sistemato … , ci penso io …) oppure nei caso più illuminati usa il noi , ma in realtà si è solo confuso e sta usando il plurale maiestatis; è evidente che in caso di errori (spesso originati da esso stesso) il soggetto cambia e le frasi si trasformano in “tizio ha sbagliato …”, “caio non ha fatto …” sostituendo tizio e caio con un suo sottoposto oppure uno dell’altra sponda nell’eterna lotta tra parte sistemistica e parte sviluppo.

Nota: Fatti , persone o opere sono frutto della mia , malata, fantasia e non rispecchiano per nulla per la realtà.

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Dicembre 12, 2007

Tracker 0.6.4 ottime novità

Archiviato in: Gentoo, Gnome, Linux — lostbob @ 8:18 pm

Tracker 0.6.3 lo avevo disabilitato visto che sulla mia Gentoo a 64bit arrivava ad occupare quasi tutta la memoria rendendo la mia macchina veloce come un bradipo.

La versione 0.6.4 uscita ieri e già disponibile su portage (e qui tanto di cappello alla comunità di Gentoo) e non solo ha risolto il problema dell’utilizzo smodato della memoria, ma  ora si dota anche di un’applet che mostra lo stato dell’indicizzazione e permette di lanciare le ricerche , cosa che ho trovato più comoda rispetto alla Deskbar applet.

tracker_applet.jpg

I risultati appaiono velocissimi e organizzati in maniera pulita  e chiara.

tracker_risultati.jpg

Che dire questa soluzione mi piace veramente e credo che sia la strada da seguire, ottimo lavoro.

Sottofondo musicale : Hiromi – Another Mind

Dicembre 11, 2007

Nell’It profondo nessuno può sentirti urlare – Parte 1

Archiviato in: IT profondo — lostbob @ 8:53 pm

(Introduzione e l’ambiente)

La sopravvivenza nella giungla informatica è sempre più difficile e un aiuto iniziale viene dalla conoscenza dell’ambiente e dei vari attori in gioco.

Nella mia breve ed infausta esperienza ho scoperto che le competenze tecniche non sono sufficienti, ma è necessaria una gran dose di politica e di psicologia.

L’ambiente

Come funziona un reparto It in un’ azienda? Semplicemente spesso non funziona, ma rantola e rimane in piedi per miracolo.

L’organizzazione del reparto è basata di norma sul classico schema piramidale , dove in altro si trova il dirigente , detto anche “responsabile dei sistemi informativi” , sotto di lui ci possono essere almeno 2 responsabili di solito divisi nella parte sistemistica e sviluppo software e sotto la bassa manovalanza.

Di solito salendo verso la cima della piramide le competenze tendono a scemare, cosa di per se ragionevole visto che le “alte” sfere dovrebbero avere un ruolo organizzativo e di coordinamento. Il problema è che spesso queste “alte” sfere non si ricordano di tutto questo e tendono a sentenziare su argomenti di cui sono all’oscuro.

A livello intermedio si trovano spesso i responsabili di settore (lato sistemistico e lato software) che di solito si odiano e che devono gestire la bassa manovalanza presente al di sotto.

La bassa manovalanza è considerata alla stregua di un elemento inutile , che non ha diritto di sapere e le cui opinioni per quanto possano essere valide , non hanno assolutamente valore.

Il settore dell’ It è in costante rinnovamento , ma molte persone che ci lavorano si scordano di questa situazione lampante e vedono ogni forma di innovazione come un attentato al loro lavoro. Nei casi peggiori , quando l’addetto “legacy” possiede anche una posizione di rilievo grazie a situazioni favorevoli, dovute più che altro alla mancanza di riferimenti di qualità superiore, questi tende a crearsi un suo orticello beato e rimane attaccato alla sua “roba” come la famosa ostrica dei Malavoglia.

Al di fuori del reparto si trovano però ancora maggiori pericoli ossia gli utenti, che spesso vedono con invidia/odio l’addetto It e sono la fonte preponderante di stress degli addetti IT.

Nota: Fatti , persone o opere sono frutto della mia , malata, fantasia e non rispecchiano per nulla per la realtà.

<– La puntata precedente

La puntata successiva –>

Nell’It profondo nessuno può sentirti urlare – Parte 0

Archiviato in: IT profondo, Linux — lostbob @ 8:50 pm

Inizio oggi la pubblicazione a puntate di un mio breve “trattato” sul mondo dell’IT italiano.

L’unico commento che ho ricevuto è stato questo:

Bellissimo. Sincereramente i miei complimenti.
E’ davvero l’Italia dell’IT con un highlight sull’utente terrorista che è descritto perfettamente, in grado di provocare cose IRRIPRODUCIBILI. Eccellente.

Per chi vuole seguire la “saga” che potrebbe durare per sempre o perlomeno fino al momento in cui:

  1. mi faranno causa
  2. esaurirò le idee
  3. un clicador si impadronirà del mio pc

Per chi vuole seguire la saga può abbonarsi al feed che riguarderà solo questo argomento , per i lettori di TuxFeed questo sarà l’unico post che vedrete comparire visto che l’argomento potrebbe essere leggermente fuori tema e quindi nei prossimi articoli non applicherò più il tag Linux (che è quello che viene aggregato da TuxFeed).

Nota: Fatti , persone o opere sono frutto della mia , malata, fantasia e non rispecchiano per nulla per la realtà.

La prima parte ->

Sottofondo musicale : Gov’t Mule – Gov’t Mule

Dicembre 2, 2007

I dilettanti dell’informatica

Archiviato in: Linux, Sproloqui informatici — lostbob @ 7:52 pm

In questi giorni sono stato impegnato nel recupero di un vecchio pentium 3 Ibm regalato ad una polisportiva, ovviamente la mia decisione è stata quella di installare Linux anche per evitare problemi di licenze all’ente.

Installo Ubuntu e dopo avere disabilitato tutti i servizi inutili spiego un po di cose a chi dovrà usarlo; configuro, a malincuore, OpenOffice per salvare i file in formato m$ office, sperando che si tratti di una soluzione temporanea ed inizio a vedere come è messa la loro rete.

Accedo al server web del router ovviamente utente e password sono admin/admin ottimo inizio! Vedo che il router è configurato per dare anche accesso wireless ovviamente senza nessuna forma di protezione! Imposto delle chiavi random per il wep (unico protocollo supportato) visto che il wifi non si riesce a disabilitare ed attivo il firewall del router a livello medio (altri dettaglio non esistono), forse per certi livelli è necessario lavorare di telnet, ma non ho tempo e la voglia.

Prima di scollegarmi controllo la configurazione del router e scopro che espone all’esterno il servizio telnet e http, quindi è gestibile da chiunque su internet!

Spiego gentilmente alle persone che erano li presenti che chi aveva fatto il lavoro era un “cane” e che hanno avuto fortuna che non fosse successo niente. Dovendo gestire dati sensibili è necessaria una politica minima di sicurezza, mentre chi gestiva la cosa aveva lasciato non un colabrodo , ma un’autostrada con scritto “entrata libera”!

Sebbene chi avesse gestito la cosa prima lo facesse da volontario, ha agito con una leggerezza che potrebbe costare molto a quest’ente che praticamente non ha fine di lucro ed è gestito da volontari. Una fuga di dati potrebbe costarli soldi e grossi problemi legali.

Mi chiedo veramente se chi abbia fatto questo disastro sia consapevole di cosa stesse facendo , sono stanco e disgustato da questi dilettanti allo sbaraglio che non si rendono conto di cosa stanno facendo e delle conseguenze dei loro insani gesti.

Ora devo vedere cosa vogliono fare e se vogliono la mia collaborazione, il mio obiettivo è di riuscire a switchare il tutto o la maggior parte a software libero, a proposito nessuno conosce software di contabilità e per gestire gli iscritti ad una associazione sportiva open source ?

Sottofondo musicale: T2 – It’ll All Work Out In Boomland

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