Lost Bob Blog (TG&OS)

luglio 28, 2007

Rsync – escludere file e cartelle

Filed under: Guide/How-To,Linux — lostbob @ 4:46 pm

Rsync è un ottimo strumento per fare i backup , al tempo mi ero fatto uno script semplice da usare per backuppare sul mac le cartelle degli utenti su un disco esterno. Funziona così bene che mi sono scordato come l’ho fatto ;-) .

Per Linux il discorso non cambia, poco tempo fa è comparso questo articolo che spiega qualcosa su rsync .

Peccato che non parli dell’opzione --exclude-from .

In questi giorni stavo usando Grsync (ne ho parlato qui dove ho anche corretto una fesseria che avevo scritto ) , il problema che mi presente oggi e quella di escludere alcune cartelle che non mi interessa salvare , una su tutte la cartella con le macchine e dischi di VirtualBox.

La pigrizia ed il caldo mi avevano fatto scordare che avevo utilizzato un’opzione simile sullo script del Mac e quindi l’ho recuperato.

Illuminazione! L’opzione --exclude-from=[file] permette di escludere file o cartelle , in modo da evitare di salvare cose inutili, il fatto che quello script funzioni è stato grazie a questa guida (che riguarda il backup di un mac , ma i concetti sono li stessi).

Il file da creare è un semplice file di testo che contiene tutto quello da escludere, il funzionamento è praticamente lo stesso di tar.

Bisogna solo ricordarsi che nell’indicare i percorsi la / non è quella del disco , ma la cartella che di partenza.

Esempio mettiamo che io non voglia salvare la cartella /home/bob/cartellainutle e abbia indicato a rsync di partire da /home/bob/ nel mio exclude dovrei mettere /cartellainutile. Mettiamo che non voglia salvare i file che finiscono con .wma basta inserire *.wma nel file.

Ecco un esempio del mio file exclude.txt nel backup che parte dalla mia home (/home/bob)

./VirtualBox
/Music

Il vantaggio di usare un file di questo tipo è che per ogni cosa che non volete salvare basta aggiungerla al file, nel mio caso basta aggiungere l’opzione --exclude-from=/home/bob/backup/exclude.txt.

L’opzione si può anche usare in Grsync (infatti nel post in cui nei parlo ho corretto l’errore) , basta inserirla nelle opzioni avanzate.

Esiste anche l’opzione --include-from , che invece che escludere , indica cosa includere.

Se usate Grsync è possibile anche vedere una simulazione delle operazioni, se usate rsync da riga di comando usate l’opzione --dry-run.

giugno 1, 2007

Ubuntu guida ad una installazione (in)consapevole – Parte5 LA FINE (La conoscenza è tutto)

Dopo aver scritto 4 deliranti post sull’installazione di Ubuntu , chiudo il tutto con il consiglio finale: conoscere!

Linux ed il software open source in generale hanno la fantastica caratteristica di essere molto disponibili alla voglia di conoscere e scoprire. E’ molto più facile configurare il server grafico (Xorg) che entrare nei meandri di un registro di sistema.

Sebbene qualcheduno dica che il software open non sia documentato , il web è pieno di wiki, siti , blog , forum e newsgroup che permettono di conoscere ogni cosa del proprio sistema e di risolvere i problemi senza bisogno del classico formatta e reinstalla.

I motori di ricerca sono vostri amici , ma ecco qualche consiglio su dove trovare informazioni e farsi le ossa. Alcuni di questi possono essere molto tecnici , ma se la curiosità vi spinge oltre potreste imparare molte cose utili. Infine trovo che sapere come funziona il vostro strumento di lavoro e/o svago sia una grande soddisfazione.

Internet:

  • Pollycoke : un blog di grande qualità, tratta di Linux e del mondo open source in generale. La distribuzione usata dall’autore è Ubuntu quindi troverete una serie di post interessanti.
  • Ubuntista : altro blog sul mondo di Ubuntu , l’autore ha gestito ed ideato la guida Ubuntu Semplice realizzata con il contributo di volontari è rilasciata sotto licenza Creative Commons.
  • Topolinux : pubblicazione on-line gratuita , ad oggi sono al numero 9 . Scaricatevi tutti i numeri e teneteli da parte
  • Ubuntu Wiki : Wiki di Ubuntu contiene sia la documentazione ufficiale che quella della comunità
  • Gentoo Wiki : Sebbene Gentoo non c’entri nulla con Ubuntu, nella sua wiki ci sono spesso spunti che possono aiutare
  • The Linux Documentation Project : Contiene moltissima documentazione.
  • Appunti di Informatica Libera : mastodontica raccolta di appunti da tenere sempre con se. Viene spesso aggiornato.
  • ManuaLinux : altro manuale utilissimo , da scaricare. Viene spesso aggiornato.

Carta:

  • L’unico libro che ho su Linux , ma lo trovo utilissimo ed interessante , è “Usare Linux – Guida Avanzata” di Brian Ward . Uscito anche in edicola , sebbene non aggiornatissimo tratta delle basi di Linux . Molto tecnico , ma permette di capire cosa c’è sotto il cofano.
  • Linux & C : rivista bimensile dall’alto tasso tecnico. Il meglio che si trova in edicola.

Io ho sempre trovato tutte le soluzioni ai miei problemi (relativamente a Linux ) e guide utili on-line. Nel caso non esitate a chiedere , ma prima di farlo fate una ricerca approfondita alla vostra domanda probabilmente c’è stata risposta.

Prima di disperarvi potete guardare qui , ho sentito dire in giro che usa Linux.

maggio 31, 2007

Ubuntu rimuovere i vecchi kernel

Filed under: Guide/How-To,Ubuntu — lostbob @ 8:01 pm

Aggiornamento del 28/11/2010 ho pubblicato uno script per automatizzare il tutto (dovrebbe funzionare :-) ) qui.

Quando viene aggiornato il kernel della propria distribuzione , la versione precedente viene mantenuta nel sistema. Questa non è maleducazione , ma una semplice pratica di tutela nel caso che il kernel nuovo abbia qualche problema.

Prima di farvi prendere da follie di pulizia , controllate che il vostro sistema funzioni bene , io di solito aspetto un paio di settimane. Di solito non ci sono problemi , ma può sempre capitare.

Ecco le istruzioni per la pulizia dei vecchi kernel!

Per vedere il menu del boot iniziale da terminale: cat /boot/grub/menu.lst oppure per aprirlo nell’editor (in sola lettura) gedit /boot/grub/menu.lst

Ad un certo punto del file dovreste avere qualcosa come questo:

## ## End Default Options ##

title Ubuntu, kernel 2.6.20-16-generic
root (hd2,0)
kernel /boot/vmlinuz-2.6.20-16-generic root=UUID=63245635-fe69-4078-ad46-b0390a955890 ro quiet splash locale=it_IT
initrd /boot/initrd.img-2.6.20-16-generic
quiet
savedefault

title Ubuntu, kernel 2.6.20-16-generic (recovery mode)
root (hd2,0)
kernel /boot/vmlinuz-2.6.20-16-generic root=UUID=63245635-fe69-4078-ad46-b0390a955890 ro single
initrd /boot/initrd.img-2.6.20-16-generic

title Ubuntu, kernel 2.6.20-15-generic
root (hd2,0)
kernel /boot/vmlinuz-2.6.20-15-generic root=UUID=63245635-fe69-4078-ad46-b0390a955890 ro quiet splash locale=it_IT
initrd /boot/initrd.img-2.6.20-15-generic
quiet
savedefault

title Ubuntu, kernel 2.6.20-15-generic (recovery mode)
root (hd2,0)
kernel /boot/vmlinuz-2.6.20-15-generic root=UUID=63245635-fe69-4078-ad46-b0390a955890 ro single
initrd /boot/initrd.img-2.6.20-15-generic

title Ubuntu, memtest86+
root (hd2,0)
kernel /boot/memtest86+.bin
quiet

ecc.. ecc.

Identificate la versione più vecchia , in questo caso la versione 2.6.20-15.

Nota per GRUB2 (presente da Ubuntu 9.04) , il file da guardare è grub.cfg al posto di menu.lst , le voci da controllare sono le menuentry con un cat grub.cfg |grep menuentry dovreste avere un output tipo questo

menuentry "Ubuntu, Linux 2.6.31-15-generic" {
menuentry "Ubuntu, Linux 2.6.31-15-generic (recovery mode)" {
menuentry "Ubuntu, Linux 2.6.31-14-generic" {
menuentry "Ubuntu, Linux 2.6.31-14-generic (recovery mode)" {
menuentry "Memory test (memtest86+)" {
menuentry "Memory test (memtest86+, serial console 115200)" {

Attenzione non modificate assolutamente il file grub.cfg!

Per verificare quale versione di kernel state usando , non fate ver , ma lanciate il comando uname -r da terminale in questo caso dovrebbe comparire :

2.6.20-16-generic

Bene ora che sapete che versione dovete eliminare da terminale lanciate :

sudo apt-get -s remove linux-image-2.6.20-15-generic

l’output dovrebbe essere questo:

Lettura della lista dei pacchetti in corso... Fatto
Generazione dell'albero delle dipendenze in corso
Lettura delle informazioni di stato in corso... Fatto
I seguenti pacchetti saranno RIMOSSI:
linux-image-2.6.20-15-generic linux-restricted-modules-2.6.20-15-generic
0 aggiornati, 0 installati, 2 da rimuovere e 0 non aggiornati.
Remv linux-restricted-modules-2.6.20-15-generic [2.6.20.5-15.20]
Remv linux-image-2.6.20-15-generic [2.6.20-15.27]

Che ci dice che cosa verrà rimosso infatti l’opzione -s indica solamente di simulare le operazioni . Dopo avere controllato la correttezza delle versioni accendete un cero al sacra protettrice delle tette grosse e lanciate il comando definitivo:

sudo apt-get remove linux-image-2.6.20-15-generic

Ecco fatto , se volete rivedere menu.lst questo non conterrà più le voci del vecchio kernel ed al boot queste non compariranno più.

Ubuntu guida ad una installazione (in)consapevole – Parte4 (Personalizzare il desktop)

Il tema predefinito di Ubuntu è gradevole , ma è bene sapere che Gnome (il desktop di default di Ubuntu) è molto personalizzabile come anche Kde (suo diretto concorrente) che trovate su Kubuntu.

Il punto di partenza per personalizzare il proprio desktop è di andare su Gnome-look dove potete sbizzarrirvi a con sfondi , temi del desktop , icone e tanto altro.

Per i temi del desktop potete scaricare quello che trovate sotto la voce gtk2 oppure metacity per l’installazione basta farla dal menu Sistema->Preferenze->Tema e scegliere installa tema.

Per le icone bisogna scegliere l’opzione personalizza scegliere il tab icone ed installare.


Ecco un esempio pratico.

schermata.jpg

Il bordo superiore trasparente si attiva facendo tasto destro sul pannello selezionando proprietà e sulla tab sfondo impostando colore pieno e selezionare il livello di trasparenza desiderato.

I tre riquadri neri alla sinistra dell’indicatore della temperatura sono i monitor di sistema , per averli tasto destro sul panello e poi aggiungi al pannello e scegliere monitor di sistema.

Alla sinistra del monitor del sistema si trova l’applet dei sensori del proprio sistema per l’installazione seguite questa guida.

A fianco trovate l’applet che indica a che frequenza va il proprio processore , nel caso la vostra cpu abbia un qualche sistema di risparmio energetico ( praticamente nei momenti di inattività abbassa la sua frequenza per consumare di meno), io uso una percentuale perché ho oveclockato il processore e vedere delle frequenze che non sono quelle mi da fastidio.

La finestra del terminale trasparente (veramente trasparente) , si ottiene solo dopo avere abilitato gli effetti grafici di compiz, dal menu Modifica si seleziona il profilo e il bottone modifica e tra le altre opzioni il tab effetti permette di selezionare il grado di trasparenza del vostro terminale.

Lo sfondo invece è preso, insieme ad altre cose da Ubuntu Satanic Edition , esistono anche versioni per altri religioni , io la vedo una cosa simpatica e poi avendo venduto all’età di 13 anni la mia anima al rock’n'roll non posso farne a meno.

La dock simile a quella di Mac OsX è Avant Window Navigator , un progetto nuovo che sta crescendo veramente bene, ne ho parlato qui .

Ci sarebbe ancora molto da dire , ma lascio il resto alla vostra curiosità.

State solo attenti , dopo avere creato un desktop che neanche la più costosa versione di window$ (s)vista potrà avere, a non correre in giro per la città urlando “Ubuntuuu!” e con gestacci volgari sfottere i poveri (visto il salasso di sVista) “wow boys” .

maggio 24, 2007

Ubuntu guida ad una installazione (in)consapevole – Parte3 (Automatix)

La semplicità di Ubuntu è ammirevole, ma che dire se certe operazioni fossero ancora più facili? Ecco che qui arriva Automatix questo software premette di automatizzare alcune parti dell’installazione di pacchetti aggiuntivi.

Come sempre il mio consiglio è di seguire l’installazione tramite Apt utilizzando le info presenti qui così da avere Automatix sempre aggiornato.

Per esempio permette di installare i codec video e audio , anche per i dvd , font aggiuntivi ed altri software.

Il mio consiglio è di non utilizzarlo per l’installazione dei driver nvidia , ma di lasciare questa opzione alla “gestione driver con restrizioni”.

I pacchetti consigliati sono DvdRipper e XDvdShrink , tutti i codecs possibili , il plug-in flash , i font aggiuntivi .

Altri pacchetti consigliati sono : Archiving Tools (per gestire altri formati di compressione come rar , ace ecc.) , i Nautilus scripts che permettono di aprire una cartella come amministratore.

Gli ultimi aggiornamenti permettono anche di installare Thunderbird 2.0 che per ora non è presente nei repository di Feisty e probabilmente farà la sua comparsa solo nel prossimo rilascio di Ubuntu.

L’unica accortezza che bisogna prima di utilizzare Automatix è quella di avere il gestore di pacchetti (Synaptic) chiuso e di non stare facendo aggiornamenti di pacchetti.

Ad alcuni Automatix non piace , io lo trovo utilissimo , sentitevi liberi di provarlo, vi semplificherà la vita.

maggio 22, 2007

Ubuntu guida ad una installazione (in)consapevole – Parte2 (Effetti grafici)

Ubuntu Feisty , tra le altre novità supporta direttamente quel gioiellino che è Compiz , scordatevi aero … qui siamo molto più avanti.

Ci sono tante guide per l’abilitazione di questi effetti per esempio questa se non funziona o avete una scheda video sfortunata … beh google è vostro amico … per ora.

Quando l’installazione è fatta conviene installare Gl Desktop e altri pacchetti di compiz

sudo apt-get install gnome-compiz-manager compiz-extra compiz-plugins

Gl Desktop che troverete sotto Sistema->Preferenze permette di configurare in maniera semplice alcuni effetti 3d tra cui il mitico cubo.

Altra applicazione , ma solo se ci si vuole sporcare le mani , è gconf-editor se non l’avete installata fatelo

sudo apt-get install gconf-editor

Premento Alt+F2 o da terminale potete lanciarlo , da li sotto la voce Apps -> Compiz si trova tutta la configurazione di compiz per il vostro utente.

Da li potete i vari plug-in e impostare con quali tasti attivarli.

Qui trovate una guida per l’ottimizzazione e un paio di suggerimenti utili.
Per i possessori di schede Nvidia : quando installati i driver nvidia-glx può capitare che la frequenza di aggiornamento dello schermo non venga più rilevata correttamente ovvero è minore di quella effettiva, per risolvere il problema bisogna disabilitare il supporto al Dynamic TwinView :

Nella voce “Device” del vostro Xorg.conf dovete aggiungere la voce:

Option "DynamicTwinView" "False"

Oppure da terminale:

sudo nvidia-xconfig --no-dynamic-twinview

Ubuntu guida ad una installazione (in)consapevole – Parte1 (Partizionamento)

L’installazione di Ubuntu è un gioco da ragazzi oramai, come difficoltà e tempi è molto meglio di qualunque versione di windows.

Non ha senso scrivere una guida , la rete ne è piena e sono di ottima fattura.

Qui cercherò di dare qualche consiglio basato su esperienze personali per una installazione migliore e quelle guide sparse per la rete che permettono di ottenere di più da un sistema operativo già ottimo.

Create una partizione home!

Uno dei grossi vantaggi della gestione delle partizioni ambiente linux è di dividere il proprio disco in partizioni legate ad un preciso utilizzo: ad esempio per i file di configurazione (/etc) , per lo swap , per i dati degli utenti (/home). Qui una spiegazione tecnica.

Questo permette di effettuare backup più mirati, aumentare la sicurezza del sistema (montando la partizione etc in sola lettura) ed aiuta ad evitare blocchi macchina (montando /var in una partizione separata si evita che un log impazzito blocchi il sistema riempendo la partizione / ).

Un altro vantaggio è che per ogni partizione si può scegliere quale file system utilizzare , quindi in una partizione che contiene molti file piccoli conviene utilizzare reiserfs mentre in una partizione che contiene file di dimensioni elevate conviene utilizzare Xfs o Jfs.

In un utilizzo domestico va più che bene il collaudato ext3 .

Lo schema di partizionamento di default di ubuntu è di 2 partizioni quella principale (/) e la partizione di swap.

Se avete spazio su disco il mio consiglio è di utilizzare 3 partizioni : una di root (/) , una per la home degli utenti (/home) ed una di swap. Questa semplice suddivisione permette di reinstallare il sistema operativo (caso molto raro con linux) oppure passare ad un altra distribuzione , stando attenti a non formattare la partizione home , mantenendo i propri dati.

Per questo tipo di partizionamento bisogna scegliere il tipo di partizionamento manuale. A quel punto vanno create tre partizioni nello spazio non utilizzato del disco (per la gestione delle partizioni si può utilizzare gparted ). La prima partizione andrà formattata come ext3 e dovrà avere come mountpoint “/” , la seconda sarà la partizione di swap e la terza sarà formattata in ext3 e avrà come mountpoint “/home”.

E le dimensioni? Quelle vanno valutate in base allo spazio disponibile:

  • Per la partizione di swap: la regola parla del doppio della ram. Quindi se avete 1 giga di ram lo swap dovrebbe essere di 2 giga. Visto che Linux non è avido di swap io consiglio di stare tra 1 e 2 giga.
  • Per la partizione / : essendo la partizione principale dovrà essere almeno di 10 giga , anche a seconda di quanti pacchetti si avrà intenzione di installare. Io ho usato 20 giga per stare tranquillo , ma 10 giga sono pienamente sufficienti.
  • Per la partizione /home : qui verranno memorizzati tutti i dati degli utenti (foto, musica , documenti ecc.) quindi varia in base all’ utilizzo che si dovrà fare della postazione. Tenetevi almeno una ventina di giga.

Se per caso intasate la vostra cartella personale con foto di Pamela Anderson o di qualche altra esponente delle filosofia TG, il vostro sistema non si bloccherà e vi basterà cancellare i dati in eccesso per risolvere i vostri problemi.

Nel mio caso ho preso un disco da 250 giga (il cui prezzo al 22/05/2007 si aggira sui 70/75 euro) e ho partizionato così:

  • partizione “/” in ext3 da 20 giga (utilizzata al 10%)
  • partizione swap da 2 giga , avendo 2 giga di ram non l’ho mai vista utilizzata.
  • partizione “/home” da 200 giga , dove ho spazio a sufficienza.

Il mio consiglio è di prendere un disco a parte dove installare Ubuntu , in modo da potere “giocare” con le partizioni senza rischiare di perdere dati ridimensionando le partizioni esistenti.

Note:

- Prima di reinstallare il sistema fate sempre un backup dei dati , questo anche nel caso di cambio distribuzione.

Nel caso di cambio distro o reinstallazione è possibile che manchino le autorizzazioni alla cartella home , a causa del cambio del uid dell’utente che è un identificativo univoco per quell’utente nel sistema (es. l’utente bob può avere un uid uguale a 1000 , nel caso di installazione di una altra distribuzione lo stesso utente può avere un uid uguale a 1001 , per esempio perchè creato per secondo) bisogna cambiare il proprietario della cartella /home/utente. Nel caso dell’ utente bob ad esempio bisogna lanciare il comando “sudo chown -R bob:bob /home/bob ” il quale assegnerà alla cartella /home/bob e a tutti i sui file e cartelle (opzione -R) come proprietari l’utente bob ed il gruppo bob (molte distribuzioni creano un gruppo uguale al nome utente).

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