Qualche settimana fa ho approffitato delle ferie invernali per portare avanti una scelta triste ,ma ormai dovuta ovvero l’abbandono di Gentoo sul mio dekstop.
La scelta non è stata dettata dalle caratteristiche della distro, che ho invece ho sempre apprezzato, ma dalla constatazione che la distro sta morendo. La continua fuga di sviluppatori ha portato ad una situazione in cui la stabilizzazione di certi pacchetti o avviene tardi o non avviene affatto. Questa situazione mi è diventata evidente quando per attivare il bluetooth ho dovuto contorcermi tra pacchetti in testing e stabili per ritrovarmi il tutto non più funzionante dopo un’ aggiornamento.
La comunità di Gentoo è in declino da molto tempo e risulta evidente che se il numero di sviluppatori che se ne vanno è alta e non c’è un ricambio il progetto fallisce.
I segnali ci sono stati:
- La mancata uscita dei live cd che da semestrali sono diventati annuali e non si è neanche sicuri che si riesca a rispettare questa cadenza
- La newsletter da settimanale è diventate mensile e comunque neanche questa cadenza è stata rispettata
- La crescente incoerenza tra pacchetti (aggiorni il kernel ed alsa non funziona più , scopri sulla guida che hanno cambiato la politica per alsa dove prima consigliavano di installarla a parte poi di usare la versione del kernel ad esempio)
Per ora ho installato Ubuntu, tanto per vedere come si comporta sul mio desktop e anche se installare Gentoo è sempre stata una soddisfazione ho preferito scegliere una distro un po più coerente nella convivenza dei pacchetti e anche semplice , ogni tanto viva la pigrizia. Devo dire che per ora con Ubuntu mi trovo abbastanza bene , anche se la velocità ed i tempi di avvio sono sensibilmente superiori a Gentoo (alla faccia di tutti quelli che dicevano il contrario) .
A malincuore abbandono una distro che mi aveva accompagnato per anni, di cui avevo apprezzato le caratteristiche ma che secondo me sta fallendo e ahime fallirà per la carenza di un dittatore benevolo, una figura chiave nei progetti open (da Torvalds a Shuttelworth).