Lost Bob Blog (TG&OS)

Ottobre 19, 2008

Audiofilia leggera e guerra per lo spazio vitale

Archiviato in: Musica — lostbob @ 5:58 pm

Da qualche anno , 2 anni e mezzo per la precisione, ho fatto un upgrade sostanziale al mio impianto audio e di conseguenza sono stato contagiato da una forma leggera di audiofilia.

Girovagando su internet mi sono riempito di informazioni su come migliorare la resa sonora del mio impianto ovvero cavi, punte , blu tack, stand , valvole e accesori o pratiche più o meno esoteriche.

Dopo un piccolo upgrade di cavi di segnale e potenza con i modelli entry level della Monster Cable, dove ho percepito un sensibile miglioramento al cambio dei cavi di potenza con suono più aperto e dettagliato stavo pensando al prossimo upgrade.

In questo tempo però ho ignorato la parte più importante di un sano ascolto : l’ambiente.

Mi sono adoperato in quello che oggi reputo la condizione fondamentale per iniziare a godersi la musica, facendo trasparire finalmente la differenza tra l’ascoltare la musica e il sentire la musica, ovvero il posizionamento dei diffusori.

La prima posizione dei miei due diffusori era all’interno di una libreria, ma il cambio totale di impianto non mi aveva fatto notare che stavo “castrando” le prestazioni del mio impianto , in quanto il suono era già molto migliore del mio vecchio sistema.

Lurkando su Tnt-Audio ho notato come venisse ribadito costantemente il concetto della qualità dell’ambiente di ascolto.

Decido quindi di prendere 2 stand per le casse e metterle in una posizione migliore. Dopo avere creato un po di spazio vitale per la nuova dispozione posiziono le casse ed il mio punto di ascolto in maniera tale da soddisfare questi requisiti:

  1. Le casse devono essere almeno a 30 centimetri dal muro
  2. Le casse devono essere il più lontano possibile da angoli
  3. La distanza tra le casse deve essere di almeno di 150 cm
  4. Le casse devono formare con il punto di ascolto un triangolo equilatero

Ci sarebbero anche altri punti, ma questi secondo me rappresentano il minimo che deve essere fatto, certo non è sempre possibile, ma io ci sono riuscito abbastanza, ma con quali risultati?

Appena finito di montare il tutto mi siedo nel mio nuovo punto di ascolto, che è passato da sdraiato sul letto (con frequenti ronfate improvvise) ad una poltrona (meno incline alle ronfate) posta di fronte alle casse, metto su qualche disco di test e scopro un altro mondo, mi sembrava di ascoltare un altro impianto di categoria nettamente superiore a quello che avevo in casa, ma tranne per gli stand non avevo cambiato nulla. La musica ora è meno cupa, ci sono meno riflessioni, riesco a sentire meglio ed a percepire molto di più i dettagli e per finire mi è diventato più chiaro capire quando si parla di ricostruzione scenica.

Quindi prima di cambiare il vostro impianto pensate bene a come disporre l’ambiente ed i diffusori, pena la consapevolezza di non sfruttare al meglio il vostro sistema e di perdervi o comunque sminuire l’emozione di un ascolto musicale.

Tutto qui? No.

Ora che il vostro impianto rende di più potete procedere a migliorare l’alcova del vostro impianto, quindi dotatevi di un buon tavolino porta elettroniche e di punte coniche specialmente per il lettore cd, io dopo questo ennesimo upgrade ho notato un leggero miglioramento specialmente in gamma alta , ovvio che la situazione cambia caso per caso.

Tutto qui? No

Se siete arrivati a disporre i diffusori in maniera migliore, avete speso soldi per un tavolino porta elettroniche che partono da almeno 200 euro , di avere messo punte coniche e persino un tappetino del mouse sulla parte superiore del lettore cd per assorbire le vibrazioni, sapete già di essere entrati in un tunnel senza fine.

Ps. Per gli stand dei diffusori consiglio ovviamente di farli appoggiare sulle apposite punte e riempire le parti vuote degli stand con della sabbia (non marina che è salata ed al ferro non fa bene).

PPs. Grazie a Tnt-Audio per avermi fatto lavorare e spendere per dare una collocazione migliore al mio impianto, ne è valsa la pena.

Per farsi un idea del tutto consultate la faq di Tnt-Audio qui.

Dicembre 17, 2007

L’ involuzione dei supporti audio

Archiviato in: Musica — lostbob @ 8:59 pm

Piccola riflessione sull’evoluzione/involuzione dei supporti audio.

Come qualcuno ha notato sono passato anche al vinile e sebbene all’ inzio fossi scettico su questa scelta non mi posso che dire soddisfatto. L’altro giorno riflettevo su come sono cambiati i supporti audio e sono giunto alla conclusione che si è sacrificata la qualità musicale a fronte della comodità del trasporto.

Il vinile

Questo supporto ha fatto la storia e ultimamente gode di un rinnovato interesse, pensare che i vinile si trovano anche al Mediaworld.

La qualità del vinile è indiscutibile, anche se necessià di un impianto a norma , ossia ben tarato, di una certa dose di manutenzione e di una grande attenzione nel maneggiarlo e nel custodirlo.

La resa del vinile , specialmente su impianti di qualità (con attenzione per l’accoppiata giradischi e puntina) , è di altissimo livello e ripaga delle fatiche e dei soldi spesi.

A fronte di questa qualità si registra una portabilità e comodità bassa. Il vinile deve stare lontano dalla polvere , fonti di calore ed essere tenuto verticale per evitare il fenomeno della “patatizzazione” ossia il vinile assume la forma di una patatina chips.

Il vinile tende ad usurarsi con l’utilizzo, anche se questo è proporzionale alla cura con cui viene maneggiato ed alla qualità della testina che viene utilizzata (fondamentale il peso di lettura, ad esempio quella che uso attualmente ha un peso consigliato di 1,8 grammi , le testine scadenti usano dai 3 a 6 grammi).

Il vinile inoltre ha un fattore di trasportabilità molto basso.

L’audiocassetta

L’audiocassetta ha sacrificato la qualità sonora a fronte di un ottima portabilità (per i tempi) e di alcune facilitazioni come il rewind e l’autoreverse.

Di contro è soggetta ad usura ed è sensibile ai campi magnetici, ha fatto la storia anche per la sua facile duplicazione e per le doti di trasporto (vedere i walkman).

Il cd

Sebbene presentato come la panacea di tutti i difetti del vinile e delle cassette e cercando di fare presa, specialmente agli inizi, sugli audiofili come resa audio non riesce a raggiungere il vinile.

Di contro il cd è meno soggetto all’usura, ma non è eterno sebbene venga detto il contrario, ma è soggetto a fenomeni di ossidazione e degrado specialmente se mal manipolato (le ditate sono deleterie ad esempio).

Il vantaggio è che nella fase di lettura non c’è nessun contatto tra il supporto ed il lettore, questo porta ad una maggiore usura da utilizzo praticamente inesistente, inoltre utilizzando una memorizzazione di tipo digitale può utilizzare meccanismi di correzione di errore per sopperire a graffi o polvere sulla superficie (oltre ai ridicoli meccanismi anticopia inseriti).

La comodità di selezionare le canzoni e di saltare tra un brano e l’altro hanno giustificato molti artisti a riempire di schifezze i loro album tanto la gente può saltare quello che piace.

La sua qualità sonora è superiore alla cassetta , la sua portabilità è buona , ma secondo me inferiore a quella della cassetta in quanto la riproduzione tende a saltare se soggetta a vibrazioni (quindi non è l’ideale per il jogging … non che io ne faccia ;-) ).

Mp3 e derivati

L’Mp3 e gli altri formati di compressione audio (Ogg, Aac ecc. ) sacrificano la qualità sonora a fronte di un grande fattore di portabilità. L’uso di memorie solide permette di immagazzinare una vastissima quantità di musica in poco spazio eliminando inoltre qualsiasi parte meccanica in movimento.

Conclusioni

Quello che vedo è nell’evoluzione/involuzione dei supporti è il costante sacrificio della qualità del suono a fronte della portabilità e negli ultimi anni anche nella tutela (perpetrata in modo ihmo suicida dalle major) della proprietà intellettuale.

Per quanto ci vogliano fare credere che il vinile sia vecchio , in realtà ad oggi è il supporto che fornisce la migliore qualità , l’analogico per ora rimane la soluzione migliore per chi cerca un coinvolgimento sonoro ad alto livello.

I nuovi formati sebbene portino con se una maggiore comodità non riescono a fornire le stesse prestazioni dell’analogico, tolte ovviamente le cassette che considero in ambito hi-fi come un incidente di percorso.

Non penso che si assisterà ad un nuovo formato che tenda ad eguagliare la resa del vinile, visto che ormai la cultura musicale , ma più che altro la ricerca di un migliore coinvolgimento sonoro (la cosiddetta alta fedeltà) sono ormai un fenomeno di nicchia. La stessa ricerca che si è avuta con le macchine fotografiche digitali nell’intenzione di eguagliare e di superare la pellicola, non ci sarà visto che per l’audio alla massa va bene così. La maggior parte degli ascoltatori si accontentano dell’ultimo cd da classifica registrato con campioni di scarsa qualità e senza un minimo criterio, sono le stesse persone che dicono che l’emmepitre si sente meglio del cd oppure che valutano la qualità dell’impianto dalla quantità dei watt o da quanto “pompa”.

Novembre 13, 2007

Il vinile … che piacevole sopresa.

Archiviato in: Musica — lostbob @ 8:03 pm

Qualche settimana fa mi sono preso il giradischi, incuriosito sulle tanto decantati lodi del vinile.

Dopo un periodo di rodaggio e di abitudine mi sento veramente di dire che il vinile suona meglio! Confrontando lo stesso album in vinile ed in cd sento che il vinile suona decisamente meglio oltre ad essere veramente meno stancante.

Anche vinili presi usati e di una certa età , ma tenuti bene, fanno sfigurare lo stesso album in cd .

Mi chiedo dove avevo la testa fino a questo momento e ora guardo i miei cd con aria meno “compiaciuta” è vero che sono più comodi, ma l’evoluzione del supporto non ha portato ad un miglioramento della qualità del suono.
Per gli scettici vi dico che bisogna provarla la cosa.

Il problema è che per ottenere il meglio dal vinile bisogna seguire alcuni accorgimenti:
- giradischi di qualità: evitate assolutamente i prodotti da supermercato o quelli da Dj
- testina di qualità: non serve spendere migliaia di euro , ma evitate quegli aratri da Dj
- pre-phono adeguato: un pre a valvole aiuta moltissimo (la differenza l’ho notata anche sul lettore cd)
- l’impianto deve essere tarato bene (azimut della testina, giusto peso di lettura , antiskating e collocazione giusta ossia dove ci siano meno vibrazioni possibile)
- il vinile deve essere pulito bene (spazzola apposita o ancora meglio macchina lava dischi) e non presentare graffi

Trattare bene i supporti , anche quando si tratta di cd è la soluzione migliore per allungare la loro vita e la qualità del suono che questi ci possono fornire ed il vinile richiede più attenzioni che però alla fine ripagano sempre.

Ora che stavo cercando di disintossicarmi dallo shopping compulsivo per i cd , dovrò curarmi per quello da vinile… maledizione!

Sottofondo musicale : John Coltrane – Black Pearls 

Ottobre 27, 2007

Ritorno al passato musicale , ovvero vinile!

Archiviato in: Musica — lostbob @ 7:37 pm

Oggi ho fatto la follia di comprarmi un giradischi, era da un po’ che l’idea mi balenava in testa e quindi ho deciso di farmi un regalo anticipato per una ricorrenza che inventerò al momento e quindi mi sono recato dal mio negozio di fiducia e mi sono preso :

  • Giradischi Project Rpm 5
  • Un pre phono
  • Una testina Sumiko Blue Point no.2

Monto il tutto è metto su Black Pearls di John Coltrane in vinile appena comprato e subito un senso di soddisfazione mi pervade il “corpicino”.

Project Rpm 5

Ecco il giradischi

Sumiko Blue Poin no.2

La testina

Pro-Ject Tube Box SE II

Il pre-phono (qui in versione argentata)

Queste foto le ho prese sul web mentre ecco due foto (orribili a dire il vero , ma come fotografo faccio schifo) dell’impianto montato.

lp2.jpg

Ecco , da una inquadratura “futurista”, il pre phono.

lp1.jpg

E per finire l’impianto all’opera mentre mi delizia con “First Utterance” dei Comus.

Per concludere sono veramente soddisfatto dell’acquisto e viva il vinile!

Sottofondo musicale : Ornette Coleman – On Tenor (LP)

Luglio 17, 2007

Umbria Jazz 2007 – Gli Altri

Archiviato in: Musica — lostbob @ 7:28 pm

Il bello di Umbria Jazz è la possibilità di assistere anche ad una serie di concerti gratuiti.

Non è male passare il pomeriggio ai Giardini Carducci sorseggiando qualche birra ed ascoltare un po’ di musica. Devo dire che rispetto alle passate edizioni la qualità dei concerti gratuiti mi sembra migliorata.

The Good Fellas – Gangsters of Swing

Il nome mi ispirava , il primo brano ascoltato era carino, poi si sono messi a fare un pezzo di liscio … se devono venire all’ Umbria Jazz a portare la musica da balera romagnola possono stare a casa. Mentre li insultavo un signore distinto alle mie spalle rideva.

Data una seconda possibilità appena arrivato , stavano rifacendo il pezzo di liscio… altri insulti e dietro front.

Funk Off

Simpatico gruppo casinista e divertente , non è il genere che preferisco , ma tanto di capello al fattore divertimento.

K.J. Denhert Band

Una interessante scoperta questa “signora” che mischia folk , jazz e rock in maniera magistrale. Vederla suonare con la sua chioma esplosiva  è uno spettacolo. Accompagnata da un gruppo di qualità ha spaziato da brani propri ad una cover azzeccata come Message in A Bottle. Estremamente valida , infatti l’ho vista 2 volte e mezza.

Dwayne Dopsie & The Zydeco Hellraisers

Direttamente dalla Louisiana questo gruppo di blues/cajun è stato il mio preferito tra i concerti free insieme a K.J. Denhert . Un gruppo energico , simpatico e scatenato che mi ha anche regalato una bella cover di Hey Joe. Anche loro validi , visti 2 volte e preso anche il loro disco.

Sottofondo Musicale : Ornette Coleman – Twins

Luglio 16, 2007

Umbria Jazz 2007 – Sonny Rollins

Archiviato in: Musica — lostbob @ 7:50 pm

L’ultimo concerto che ho visto è stato quello di Sonny Rollins, un mito vivente del jazz.

Sonny col sax ci sa fare e si vede , ma la musica proposta è troppo commerciale, troppo leccata.

Sonny suona bene e su questo non ci sono dubbi, ha il tocco dei grandi sassofonisti e questo lo si sapeva anche se non sembra dare quel qualcosa in più che ci attende dai grandi musicisti.

La portata principale , per usare una metafora culinaria , è buona (anche se mi aspettavo di più , specialmente dopo il capolavoro di Ornette), ma il contorno delude e annoia. I quasi 10 minuti di assolo di tablas portano i miei sbadigli ad un livello mai visto, solo gli ultimi brani mi ricordano di essere di fronte ad un mostro del jazz.

Deludente.

Umbria Jazz 2007 – Ornette Coleman

Archiviato in: Musica — lostbob @ 7:34 pm

Ho sempre reputato Ornette Coleman un musicista geniale e non vedevo l’ora di vederlo dal vivo per la prima volta.

La mia paura principale era legata all’età , ma sebbene la durata breve del concerto , circa un’ ora e 20 minuti , è stata una delle migliori esperienze musicali mai vissute.

Ornette si  presenta in scena con 2 contrabbassi , che si alternano nella ritmica e nel creare una melodia che accompagna le improvvisazioni del Sassofonista.  Il terzo basso è elettrico , ma viene spesso usato per aggiungere melodia , tanto che a qualcuno sembra una chitarra. Ben 3 bassi usati in modo diverso che si alternano in maniera perfetta accompagnati dalla batteria del figlio di Ornette , che dimostra di avere quel posto non per nepotismo , ma per l’incredibile tecnica e potenza che esprime sul palco.

Per ultimo Ornette , il genio, che alterna sax , tromba (in ricordo del fu Don Cherry secondo me) e persino violino. Ovviamente è al sax che dà il meglio di se  , durante la sua esecuzione si è scordato tranquillamente della sua età (classe 1930 , mica un giovincello) e ci ha ricordato cosa vuole dire suonare passando dalle improvvisazioni free a ballate struggenti.

Ornette ha dimostrato tutta la sua simpatia e modestia quando tornato sul palco per il bis , quando il pubblico in visibilio si era assiepato sotto al palco , ha chiamato qualcuno sul pubblico perchè cantasse qualcosa su cui lui potesse improvvisare ed è riuscito persino a farlo su una canzone di montagna polacca.

Impressionante Ornette , ma un plauso va anche al resto del gruppo , di una qualità incredibile.

Ho avuto anche la fortuna di incontralo per strada , mi sono limitato a salutarlo e a fare un inchino , mi sentivo troppo piccolo di fronte a questo genio.

Grazie Ornette.

Sottofondo Musicale : Free – Free

Luglio 1, 2007

Gods Of Metal 2007 – Grazie Ozzy e grazie Mustaine!

Archiviato in: Musica — lostbob @ 4:37 pm

Ieri sono stato al Gods of Metal , indeciso se andare a vedere Ozzy o Biagio Antonacci ho scelto Ozzy.

Sfidando il caldo milanese sono arrivato all’idroscalo in tempo per sentire metà concerto dei Black Label Society il gruppo di Zakk Wylde , un interessante scoperta che spero di riuscire ad approfondire con il tempo.

Megadeth

Dopo i Bls tocca ai Megadeth , uno dei miei gruppi metal preferiti , che fino a Countdown to Extiction hanno sfornato un capolavoro dopo l’altro. Saliti sul palco Mustaine e co. (MegaDave! MegaDave!..) sono rimasto basito dal wall of sound che mi ha investito.

Mustaine ha suonato con un furia incredibile , proponendo classici come Take No Prisoners , Holy Wars , Wake Up Dead , Hangar 18 , In My Darkest Hour insieme ad alcuni pezzi dell’ ultimo album.

Sono rimasto per tutte le 2 ore che hanno passato sul palco in uno stato catatonico rapito dalle capacità di Mustaine e dalla bellezza delle canzoni dei Megadeth riproposte live. Impeccabile il tutto , l’unico appunto mi sentirei di farlo all’intro di In My Darkest Hour (una di quelle canzoni che mi porterei nella tomba) , un po’ troppo tirato via per un pezzo così storico .

In breve : grazie MegaDave un signor concerto , testimoniato dalle facce tra il soddisfatto e l’allibito della gente che mi stava attorno.

Ozzy!

Erano anni che aspettavo di vedere Ozzy dal vivo ed iniziavo ad avere il sospetto che non ci sarei mai riuscito. Per fortuna ora posso morire felice perchè sono riuscito nel mio intento.

Tutti conosciamo l’età di Ozzy ed i suoi eccessi , sapevo di non potermi aspettare un Live & Loud ne una perfomance impeccabile.

Ozzy è Ozzy , trovarsi di fronte ad una leggenda vivente del rock basta e avanza.

Vederlo sul palco è già un emozione , vederlo cantare ancora di più.

L’inizio è stato promettente è mi ha regalato anche la possibilità di sentire War Pigs (i Black Sabbath sono uno tra i miei gruppi preferiti, molto preferiti) , dopo lo quale ho pensato di essere appagato e non mi sarei nemmeno arrabbiato se il concerto fosse finito subito. Con No More Tears Ozzy ha iniziato a perdere colpi , quindi si è preso una pausa di una decina di minuti riempita da un mega solo di Zakk.

Ozzy è tornato sul palco saltellando 8-O in forma più di prima per dispensarci ancora tanto amore e per chiudere il concerto con Paranoid!

Il cuore di quell’uomo è immenso , che sia un animale da palcoscenico è evidente visto che è riuscito a :

  1. prosciugare l’idroscalo inondando le prime file con un una lancia spara acqua
  2. rischiare una bronchite rovesciandosi addosso più di una volta un secchio di acqua
  3. mostrare il sedere a migliaia di persone (a quel punto io ero piegato dal ridere)
  4. far impazzire migliaia di persone

La simpatia che riesce a dimostrare è incredibile , specialmente quando lanciando i cori da stadio riesce ad andare fuori tempo , quando batte le mani fuori tempo (questo lo faceva già negli anni ‘70) , quando chiede al pubblico di impazzire , quando incrocia le braccia perchè il pubblico non sta abbastanza impazzendo o quando si inchina al pubblico per ringraziarlo dell’affetto dimostrato.

Grazie Ozzy ! Ora sono appagato.

Sottofondo musicale : Ozzy Osbourne – Live & Loud ;-)

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